Cento anni di astronomia in Italia

La storia dell'Osservatorio astrofisico di Asiago ha inizio con l'esigenza, da parte degli studiosi dell'Università di Padova, di dotare la facoltà di Astronomia di nuovi strumenti compatibili con l'evoluzione che aveva subito la disciplina dalla seconda metà del XIX° secolo in poi e, di conseguenza, di ricercare una nuova sede in grado di ospitare questa nuova strumentazione. Tale situazione si protrasse fino agli anni '30, quando a seguito delle numerose richieste perpetrate dai direttori dell'istituto nei decenni precedenti alle diverse autorità, per ordine del Duce vennero stanziati i fondi per la costruzione di un osservatorio astrofisico. Fu così che nel 1933 fu istituita una Commissione presieduta dal direttore Giovanni Silva, gli astronomi Giorgio Abetti ed Emilio Bianchi, il professore Carlo Parvopassu e in ultima Vasco Ronchi e Gino Giotti dell'Istituto nazionale di Ottica di Firenze, la quale aveva il compito di individuare la ditta che avrebbe costruito il telescopio e la località sulla quale sarebbe sorto l'edificio progettato dall'architetto Daniele Calabi, in seguito cacciato per l'emanazione delle leggi razziali. Dopo un'attenta e scrupolosa ricerca, sulla spinta dell'“italianità” promossa dal regime fascista, la scelta della località ricadde su Asiago, allora sufficientemente vicina all'Università e nel contempo lontana dall'inquinamento acustico e luminoso che circondava la Specola patavina, mentre della fabbricazione dello strumento vennero incaricate le Officine Galileo di Firenze, che avrebbero dovuto costruire un riflettore dotato di uno specchio del diametro di 122 cm.
L'Osservatorio astrofisico di Asiago venne inaugurato il 27 Maggio 1942, secondo i dettami previsti dalla ritualistica del regime fascista, e divenne in quegli anni simbolo delle capacità tecnologiche e scientifiche italiane.

Fonte: Cento anni di astronomia in Italia 1860-1960, C. Ghetti